Stefano Fermi, presentando nel lontano 1906 quello che fu sempre il suo Bollettino, e rivolgendosi ai futuri collaboratori, indicava come approdo alle loro investigazioni e ai loro studi la «verità». Emilio Nasalli Rocca a sua volta, succedutogli nel 1953 nella direzione del periodico, ribadiva lo stesso concetto, sottolineando nello stesso tempo e facendo propria la volontà espressa dalla famiglia del fondatore e dagli studiosi nostri, di assicurare ai piacentini e non soltanto a questi l’esistenza del veramente glorioso periodico, e insieme la continuazione dell'annessa «Biblioteca storica».
Quando era ancora di pochi giorni la scomparsa di Emilio Nasalli Rocca, i soci della sezione piacentina della Deputazione di Storia Patria, riunitisi nel nome dell’illustre scomparso, riaffermarono l’esigenza che il «Bollettino» sopravvivesse e soprattutto che conservasse il carattere e la fisionomia di un serio contributo alla diffusione della cultura nostrana, non avulsa dalla cultura di più vasto respiro, anzi degnamente in essa inserita.

Sappiamo che la onorifica designazione uscita da quella riunione di amici fu determinante ai fini di una per noi non meno lusinghiera conferma da parte degli eredi del fondatore, del quale essi, con generosa tenacia, onorano la memoria attraverso la continuità di una creatura che a Lui fu tanto cara e che successivamente passò in degnissima eredità al Concittadino di recente e per noi sempre immaturamente scomparso.
Nell’associare quei due nomi tanto benemeriti degli studi severamente ed esemplarmente perseguiti, chi scrive e quanti, raccogliendo il nostro caldo invito, vorranno collaborare, si propongono di seguire le orme così autorevolmente segnate. Al lettore quindi possiamo dare assicurazione che il «Bollettino» vivrà, conservando le caratteristiche e la fisionomia di sempre.
Siamo grati fin d’ora della fiducia che vorranno accordarci i fedeli lettori; ci conforti nel nostro impegno questa fiducia alla quale non possiamo non associare la forza morale dell’esempio di chi ci ha preceduti.

D. [Giovanni Forlini]

[Da «Bollettino Storico Piacentino», LXVIII, 1973, p. 1]