Emilio Nasalli Rocca (Piacenza, 1901-1972)

Storico e bibliotecario. Figlio del conte Francesco, il N.R. fu con Stefano Fermi uno dei protagonisti della storiografia piacentina del Novecento. Nel 1922 si laureò in giurisprudenza a Torino con lode e dignità di stampa, con una tesi su Il Supremo Consiglio di Giustizia e Grazia di Piacenza (Piacenza, 1922); nello stesso anno si diplomò in paleografia e dottrina archivistica. Nel 1923 si occupò del riordinamento dell’Archivio storico comunale di cui pubblicò un preciso inventario, ancora essenziale ai fini delle ricerche storiche locali. Nel 1924 divenne assistente alla facoltà di giurisprudenza dell’Università Cattolica e nel 1930 fu incaricato della catalogazione dei manoscritti del Fondo Barberini della Biblioteca Apostolica Vaticana. Nel 1932 fu nominato, per concorso, direttore della Biblioteca comunale di Piacenza «Passerini-Landi», ove rimase per quaranta anni, realizzando vari lavori di sistemazione di fondi librari e allacciando proficui rapporti con studiosi italiani e stranieri. Il ruolo ricoperto gli consentì di dedicarsi all’approfondimento della storiografia piacentina, alla quale rivolse gran parte della sua attività di studioso e di fecondo pubblicista. Nel quarantennio trascorso alla direzione della «Passerini-Landi», il N.R. fu uno degli animatori della vita culturale cittadina, promovendo e coordinando innumerevoli iniziative rivolte ad illustrare momenti e figure della storia di Piacenza.

Libero docente di Storia del diritto italiano ed incaricato di Storia medioevale presso la facoltà di Magistero dell’Università Cattolica, il N.R. fu presidente della sezione di Piacenza della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi e socio del Comitato piacentino dell’istituto per la storia del Risorgimento. Insignito della medaglia d’oro di piacentino benemerito della «Famiglia Piasinteina», nel 1961 il presidente della Repubblica gli conferì il diploma, con medaglia d’argento, di benemerito per la scuola, l’arte e la cultura. Gli fu conferita anche una medaglia d’oro dalla Deputazione di Storia Patria in riconoscimento dei suoi meriti di studioso. Direttore dal 1952 del «Bollettino Storico Piacentino» dopo la morte di Fermi, fu anche direttore della «Rivista di storia ospedaliera». Appassionato cultore dell’arte e delle bellezze naturali, fu presidente della Galleria Ricci Oddi, della Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali, distinguendosi anche in questo campo per la tenacia delle sue battaglie in difesa del nostro patrimonio artistico. Nel 1971, la Deputazione di Storia Patria salutò il suo settantesimo genetliaco dedicandogli il volume di saggi scientifici, di diversi autori, dal titolo Studi storici in onore di Emilio Nasalli Rocca (Piacenza, 1971). Il semplice elenco dei suoi lavori, curato da Serafino Maggi, copre ben ventinove pagine di tale pubblicazione: seicento sono i titoli che riguardano l’arte e l’archeologia, la disciplina araldica-genealogica e sfragistica, la storia del diritto e del diritto ospedaliero in particolare, la storia delle istituzioni civili del territorio, la storia della Chiesa e delle istituzioni culturali, la storia del Risorgimento, la storia dell’economia e del diritto agrario e le biografie.

Quando morì stava attendendo alla stesura di una monumentale storia di Piacenza, che aveva iniziato sin dall’anteguerra e che lasciò solo abbozzata. Grazie alla sua formazione di storico del diritto, di paleografo e di archivista, il Nostro concentrò la sua attenzione sulla storia del territorio piacentino nel Medioevo; fondamentale rimangono l’opera Studi storici sulle condizioni giuridiche del contado (Piacenza, 1941) e sui Farnese, sui quali lasciò un’importante monografia (Milano, 1969), ma puntualizzò anche momenti nodali della Piacenza sei-settecentesca e di quella risorgimentale. Maestro di giovani studiosi, educò con entusiasmo una generazioni di ricercatori.

[Da Dizionario biografico piacentino (1860-1980), Piacenza, Banca di Piacenza, 2000, scheda di Daniela Morsia]