Una buona proposta. Per un Bullettino Storico Piacentino

Non farò tanti preamboli, ma verrò, secondo il progetto oraziano, in medias res. A Piacenza non abbiamo una pubblicazione periodica destinata a illustrare questa nostra città insieme col suo territorio, inteso in senso largo, nella sua storia politica, letteraria ed artistica. E questa – oggi che, auspice il nuovo indirizzo positivo dato agli studi critici di storia, di letteratura e d’arte, le prime origini, lo sviluppo, il rinascimento, la decadenza, il risorgimento della coltura italiana, vanno collocandosi in miglior luce – è lacuna troppo grave, perché non meriti di essere rilevata e denunziata agli studiosi piacentini e in genere a tutti coloro che per questa terra e per le sue cose sentono un nobile affetto ed interessamento.
Ma non c’è l’«Archivio storico della Provincia di Parma e Piacenza»? opporrà alcuno. Gli risponderò – e per molti, che conoscono questa e simili pubblicazioni, la mia risposta sarà superflua – che le Deputazioni di Storia Patria non possono, per un complesso di circostanze, fare opera attiva ed efficace e che i loro organi mancano troppo spesso al loro scopo. Tanto è vero che le migliori riviste storiche italiane sono indipendenti dalle Deputazioni Regionali di Storia Patria. E queste riviste storiche, ripeto, indipendenti, sono oggi in numero assai rilevante.

Più vivo è oggi in noi l’interesse alla nostra storia: più rigorosa la tutela del nostro patrimonio artistico: maggiore il desiderio di sapere e far sapere: libero l’adito alle collezioni pubbliche e private: più facili, per i numerosi sussidi bibliografici, le investigazioni in qualsiasi campo di studio. Occorre che del pari sia reso più facile il modo di far palesi al pubblico i risultati di queste investigazioni. E a questo fine ben rispondono i molti bollettini storici sorti anche nelle minori città d’Italia come Ferrara, Lucca, Siena, Saluzzo, Pistoia, Reggio Calabria, Lodi, Modena, Mirandola, Otranto, Reggio Emilia, Camerino, Cagliari, Pisa, Ancona…
A Piacenza non sarà possibile iniziare una simile pubblicazione? Non farà difetto l’argomento. Dalle terremare alla valorosa nostra scuola di pittori del secolo scorso, dalle origini dell’ecclesia piacentina agli avvenimenti del patrio risorgimento e alla riscossa della Primogenita, dagli umanisti del quattrocento a qualche nostro poeta dialettale recente, dai nostri statuti medioevali ai castelli che ornano le nostre colline, dai famosi giureconsulti che Piacenza vanta agli annali del nostro massimo teatro, dagli avanzi dell’età romana qua e là esumati alle vicende delle nostre più insigni stamperie, è tutta una materia di studio varia e interessante, che attende chi per la prima volta la illustri o chi di nuovo la prenda in esame, vagliando, raccogliendo, completando. Piacenza possiede pure una ricca biblioteca e un archivio che non è dei meno notevoli e dei meno copiosi. E nemmeno mancano qui intelligenze avvezze a studi severi, a ricerche pazienti, a un rigoroso metodo di critica.

Che altro dunque occorrerà se non il favore degli studiosi?
Dietro tali considerazioni un gruppo di essi ha stimato opportuno e, quasi direi, doveroso di far appello alla cittadinanza. Se questa risponderà alla lodevole iniziativa con un adeguato numero di adesioni, potrà anche Piacenza col nuovo anno avere una rassegna, che le parli delle sue vicende politiche, delle sue glorie letterarie, dei suoi monumenti artistici. O tale iniziativa sarà spenta fin dal suo nascere, o quanto meno ostacolata, da quel senno pratico, che rinnega le patrie memorie, che lascia nell’oblio i più illustri concittadini, che trascura, quando volontariamente non abbatte, i più insigni ed antichi monumenti, che aborre, non intendendola, da una lettura erudita? Una nazione, la giovane America del Nord, che è alla testa delle altre per l’incremento dato alle proprie industrie, e di cui si decanta appunto ogni giorno il senno pratico, mostra alla vecchia Europa, colle sue Università, dove gli studi storici sono con amore coltivati e generosamente incoraggiati, colla sua stampa periodica, coi viaggi d’istruzione e d’erudizione che i suoi sudditi compiono attraverso il mondo latino, colle dotazioni favolosamente munifiche alle proprie e alle altrui biblioteche, e in mille altri modi, che esso si può conciliare col rispetto della tradizione, alla storia, alla civiltà dei nostri avi. Si parva licet componere magnis, dovremo noi piacentini – davanti a tale esempio – continuare a far credere proprio che l’ottimo formaggio sia l’unico vanto di questa nostra città?

Stefano Fermi

[Da «Libertà», quotidiano di Piacenza, 1 gennaio 1906]

Il Bollettino storico piacentino

L’uscita del «Bollettino Storico Piacentino» è assicurata. Ieri sera si riunirono in una sala gentilmente concessa dal prof. Faustini, i fondatori della rivista. E presero gli accordi principali, risolvendo le questioni di indole generale e fissando tutte le modalità.
La direzione venne affidata al prof. Stefano Fermi, giovane assai colto, studioso ed attivo, e l’amministrazione all’avvocato Gaetano Volpelandi.
Accanto a questi elementi giovani, non mancheranno elementi la cui solidità è indiscutibile per quel che riguarda la storia e la cronaca locale: citiamo il conte Nasalli, il canonico Tononi, Leopoldo Cerri.
Il bollettino uscirà ogni bimestre, in eleganti e nutriti fascicoli. Conterrà illustrazioni. Il primo numero agli’idi di marzo. E che i venti di primavera gli gonfino le vele!

[Da «Libertà», quotidiano di Piacenza, 21 gennaio 1906]

Libri e riviste. Il «Bollettino Storico Piacentino»

È uscito ieri il primo fascicolo di questa nuova interessante pubblicazione diretta dal prof. Stefano Fermi e alla quale collaborano i migliori studiosi della storia cittadina.
Eccone il sommario: Al lettore (la Direzione) – Giovanni da Piacenza (1243-44) memoria con documenti (dottor Gaetano Tononi) – La chiesuola di S. Ilario con due illustrazioni in fototipia (Arturo Pettorelli) – Nei paesi d’Arcadia: la Colonia Trebbiense (Francesco Picco) – Jacopo Gaufrido, episodio di storia piacentina del sec. XVII (Leopoldo Cerri) – Un sonetto inedito contro Adamo Neipperg (prof. Dagoberto Canavesi).
Segue una rassegna bibliografica con le recensioni del prof. Fermi e Canavesi e del dott. Tononi, e una rubrica di notizie artistico-letterarie riguardanti Piacenza.
Il fascicolo è di 48 pagine, stampato in carta di lusso. E gli va unita una tavola, con la riproduzione della madonna botticelliana, data in dono agli abbonati.
Il prezzo del fascicolo è di lire 1. L’abbonamento annuo è di lire 5. la rivista è bimestrale.

[Da «Libertà», quotidiano di Piacenza, 12 marzo 1906]