Stefano Fermi (Piacenza, 1879- Caorso, PC, 1952)

Storico e insegnante. Compiuti gli studi secondari in Piacenza, quelli ginnasiali alle scuole pubbliche e quelli liceali al Collegio Alberoni, il F. passò all’Università di Firenze ove si laureò nel 1902 in lettere con una tesi su Lorenzo Magalotti, che l’anno successivo venne stampata e rimane ancor oggi un testo fondamentale sullo scienziato e letterato toscano; a quest’opera aggiunse una completa bibliografia magalottiana, premiata e pubblicata nel 1904. Dopo la laurea il F. si dedicò, per innata vocazione, all’insegnamento di lettere nei licei: fu a lungo a Cremona e, più tardi, a Milano. Avendo rifiutato nel 1941 l’adesione al regime allora dominante, per fedeltà ai principi di libertà e di autonomia personale, venne sospeso dall’insegnamento; alla fine della guerra fu reintegrato nella scuola e assegnato al liceo scientifico di Piacenza, ove rimase fino al pensionamento (1949).

Nei primi fervidi anni della sua attività di docente il F. realizzò quello che poi costituì il suo maggior merito culturale: la fondazione – nel 1906 – del «Bollettino Storico Piacentino», per mezzo del quale egli rinnovò a Piacenza gli studi storici, impostandoli scientificamente e al quale collaborarono rinomati studiosi, non solo locali. Il «Bollettino» visse e prosperò soprattutto per le cure assidue e scrupolose che ad esso dedicò il fondatore, anche con numerosi contributi personali su fatti e argomenti locali e su personaggi piacentini di rilievo nazionale quali Melchiorre e Pietro Gioia, Gian Domenico Romagnosi; di quest’ultimo fu editore attento di una silloge di lettere, edite e inedite (Milano, 1935) che raccolse ampi consensi da parte di studiosi di larga notorietà.

Nella sua intensa attività culturale il F. rivelò particolare interesse per Pietro Giordani al quale, oltre ai Saggi giordaniani (Piacenza, 1915), dedicò periodiche rassegne critiche che apparirono sul «Bollettino». Nel 1910 il F. affiancò alla rivista una collezione di studi storico-letterari denominata «Biblioteca Storica Piacentina», nella quale vennero pubblicati apprezzati saggi monografici su temi e personaggi di interesse locale e alla quale collaborarono studiosi anche non piacentini.

In questa collana il F. fece uscire alcuni suoi pregevoli studi, tra cui L’opera di Pietro Gioia per Piacenza e per l’Italia (Piacenza, 1920), scritta in collaborazione con Francesco Picco, Giuseppe Manfredi patriota e magistrato piacentino (Piacenza, 1927), in collaborazione con Emilio Ottolenghi, Letterati e filosofi piacentini del primo Ottocento (Piacenza, 1944) che fu una delle prime consistenti fatiche del F. e che raccoglie una silloge di studi o del tutto originali o già altrove delineati e qui ripresi ed ampliati. Il F. prese parte attiva anche alle istituzioni culturali locali, tra cui la Deputazione di Storia Patria che lo ebbe per anni presidente della sezione piacentina. Sia sul «Bollettino» che su altri periodici egli seguì i problemi cittadini, con particolare attenzione al patrimonio artistico e culturale locale, che cercò di valorizzare e di difendere con coraggiosi interventi.

[Da Dizionario biografico piacentino (1860-1980), Piacenza, Banca di Piacenza, 2000, scheda di Giovanni Forlini]