Vittorio Fermi (Milano, 1921-Sassuolo, MO, 1989)

Vittorio Fermi, figlio terzogenito di Stefano Fermi, il fondatore del «Bollettino Storico Piacentino», era nato a Milano, dove insegnava il padre, e vi si era laureato in geologia appena dopo la seconda guerra mondiale, alla quale aveva preso parte come ufficiale di Artiglieria a cavallo e, dopo l’8 settembre del 1943, nelle file della Resistenza. La sua attività professionale si svolse a Sassuolo e a Modena, ove ebbe cariche direttive in affermate aziende industriali, siderurgiche e della ceramica; a Modena inoltre per più di dieci anni fu presidente dell’Associazione Industriali.
Nonostante gli impegni e la lontananza, il Fermi non si estraniò dall’ambiente piacentino, in particolare dell’originaria Caorso. Nel 1952, alla morte del padre, che negli ultimi anni aveva assistito nella gestione del «Bollettino», assunse l’incarico di direttore amministrativo della rivista; e dal 1986 alla morte anche quello di direttore responsabile.
Per quasi un quarantennio egli amministrò la rivista con la precisione e l’efficienza che lo distinguevano nella vita professionale, destinandone gli eventuali utili alla pubblicazione di volumi della Biblioteca Storica e facendone all’occorrenza quadrare il bilancio con personali contributi; assistito in questo dai fratelli Ernesto e Cesare, che si tramanda regalassero per Natale a Vittorio un assegno per il «Bollettino» (un assegno che per anni continuò a giungere all’Associazione cui dopo la morte di Vittorio venne liberalmente ceduta la proprietà della testata).