Commiato

Con l’uscita del presente secondo fascicolo del 1978, viene a cessare da parte mia, «ingravescente aetate», la direzione del «Bollettino» assunta nel 1973. Nel prendere definitivo congedo, il mio pensiero va anzitutto ai Lettori: a essi sono assai grato per la comprensione e anche per la simpatia con le quali hanno voluto seguire gli sforzi che abbiamo compiuto per conservare al periodico l’impronta impressagli dal Fondatore, pur con gli adattamenti alle esigenze dei tempi che corrono più veloci di noi. Agli stretti amici di cordata, precisamente a Carmen Artocchini e a Carlo Emanuele Manfredi, vada il mio grato apprezzamento per l’aiuto via via prestatomi che mi fu assai prezioso. In questi sette anni il «Bollettino» si è preoccupato anzitutto, attraverso memorie originali, nonché comunicazioni varie, dovute a studiosi di diversa estrazione e tendenza (nessuna esclusa), piacentini, e non solo tali, di contribuire a valorizzare il nostro patrimonio culturale attraverso validi recuperi e approfondimenti, non senza trascurare raccordi e inserimenti nella vita culturale del nostro Paese.

Non minor cura il «Bollettino» spese nell'informare i lettori delle manifestazioni che si sono andate infoltendo, anche se non sempre qualitativamente valide; così come non meno fedelmente si è dato via via conto dei vari contributi con i quali gli studiosi singoli hanno incrementato il nostro patrimonio culturale, seguendolo nei suoi sviluppi attraverso i secoli: contributi tutti che concorrono, sia pure in varia misura e <con> varia autorità scientifica, ad attestare la vitalità della nostra cultura dignitosamente inserita nel più ampio contesto della cultura nazionale. Con questo rapidissimo bilancio morale si e inteso attribuire ai collaboratori il merito precipuo di aver assicurato al «Bollettino» un tono di indubbia serietà che gli ha conferito lusinghiero prestigio.

È da riconoscere in ogni caso che il «Bollettino» non sarebbe vissuto neppure in questi anni se in misura determinante non fosse intervenuta la generosa e tenace perseveranza dell’Amministrazione alla quale, e in particolare al dott. Vittorio Fermi, va la mia riconoscenza per avermi a suo tempo prescelto ad assumere la responsabilità del periodico.
Il mio definitivo congedo, segnato dal sincero rammarico del resto consueto in ogni distacco da care consuetudini, vuole associarsi all’augurio, anzi alla certezza che chi verrà dopo di me vorrà imprimere al «nostro Bollettino» una connotazione ancora più viva e vitale all’ombra esemplare di Stefano Fermi e di Emilio Nasalli Rocca nel nome e nel ricordo dei quali intendo suggellare il mio commiato.

Giovanni Forlini

Piacenza, 31 dicembre 1978

[Da «Bollettino Storico Piacentino», LXXIII, 1978, p. 97]