La nostra futura “Biblioteca storica”, in «Bollettino Storico Piacentino», 4, 1909, pp. 45-46.

Al fine di meglio e più compiutamente raggiungere quello stesso scopo, che quattro anni fa ci moveva a fondare questa rivista, ormai valida di forze e sicura di sé, e che è quello di render noto ed illustrare tutto ciò che possa in qualche modo recar luce a quel complesso di memorie che forma la storia vera e multiforme di una regione antica e progredita nella civiltà come la nostra, abbiam pensato di iniziare una Biblioteca Storica Piacentina, di cui brevemente accenneremo qui il programma.
Esistono nelle nostre biblioteche e nei nostri archivi, così pubblici che privati, cronache, documenti, carteggi, notiziari biografici che mai videro la luce: e fra tanto materiale inedito sarebbe ingiusto credere che non vi siano scritti degni di esser fatti noti al pubblico. Ancora: non tutti i nostri maggiori uomini, e intendiamo parlare di quelli veramente e assolutamente grandi, sono stati degnamente illustrati: dov’è una monografia completa su Ferrante Pallavicino, su Lodovico Domenichi, su Ortensio Landi e, potremmo aggiungere, sullo stesso nostro maggiore letterato, Pietro Giordani? Ancora: chi non sa la fatica cui si espone chi s’accinge a ricercare una memoria storica in una di quelle molte pubblicazioni periodiche, così modeste e così benemerite pei nostri studi, che uscirono nel secolo scorso a Piacenza? Chi degli studiosi nostri non saluterebbe con gioia un Indice completo degli scritti pubblicati, citiamo alla rinfusa, nel Fa per tutti, nell’Indicatore ecclesiastico, nelle Effemeridi Sacre, nell’Istruito Piacentino, nella Strenna Piacentina, e in altri periodici del genere? E altri repertori bibliografici non sarebbero meno utili: i Giolito hanno avuto i loro Annali: perché non li potrebbero avere i nostri Bazachi? E i nostri maggiori storici non hanno forse degli indici imperfetti?

E potremo continuare nel nostro questionario, nelle nostre proposte di libri che mancano, libri così di speciale erudizione come di argomento e di interesse più generale …. Per fare compiuta e vera la nostra storia nazionale, ha scritto il Carducci, ci bisogna rifar prima o finir di rifare le storie particolari, raccogliere o finir di raccogliere tutti i monumenti dei nostri comuni ognun dei quali fu uno stato: e per far utile e vera la storia della nazional letteratura, prima ci conviene di rifare le storie delle letterature provinciali e di dialetto, ognuna delle quali ha il suo momento, la sua scuola, i suoi tipi
Potremmo, ripetiamo, rivelare mille lacune di questa nostra storia civile e letteraria provinciale, non certamente delle meno importanti fra quelle auspicate dal grande maestro …. Ma ad altra occasione un piano più ordinato e completo di ciò che resta a fare nel campo de’ nostri studi di storia, archeologia, letteratura, arte locale, perché o non fatto o fatto male… Per ora ci basta di aver fugacemente accennato a quanto potrebbe essere scelto a materia de’ futuri volumi della nostra Biblioteca Storica e di avere, di questa pubblicazione sussidiaria al nostro Bollettino, dimostrata la non dubbia utilità. Scritti che per la loro soverchia ampiezza o per il loro argomento troppo particolare, non adatto quindi a tutti i nostri lettori, non potrebbero uscire su questa rivista, editi a parte in altrettanti volumi, formeranno una Raccolta certamente gradita a quanti sentono vivo affetto per le patrie memorie.

Rimandiamo pure ad altra occasione l’elenco degli scritti che formeranno la 1a serie dei volumi della Biblioteca Storica Piacentina, le modalità della pubblicazione, le condizioni dell’associazione ed altri minori particolari non ancora definitivamente fissati. E ci limitiamo, per ora, ad annunciare che il 1 volume sarà il Catalogo dei manoscritti della Biblioteca Comunale di Piacenza, cui attende, per incarico dell’on. Commissione Amministratrice della Biblioteca stessa, il chiaro dottor Augusto Balsamo, bibliotecario, e del quale già lo stab. Tip. Del Majno ha incominciata la stampa.
Di una deliberazione così opportuna noi non loderemo mai abbastanza gli egregi membri della Commissione suddetta, nonché l’on. Amministrazione comunale. Ognuno vede che un tal Catalogo sarà il mezzo più acconcio per sottrarre a un ingiusto oblio scritti e documenti preziosi, carteggi notevoli di letterati ed artisti nostri e forestieri, codici mirabilmente miniati, fin qui rimasti sconosciuti o inesplorati. E noi ci rallegriamo vivamente che ci sia dato di aprire con esso la nostra Biblioteca. Per giusta norma di quelli fra i nostri abbonati che desiderassero associarsi alla nuova pubblicazione – e confidiamo siano tutti coloro che serbano un culto gentile per le memorie di questa nostra terra gloriosa – ricordiamo che ciascun volume sarà loro concesso a metà prezzo.