[...] Insieme alla corrispondenza di Fermi [...] vennero donate all’Associazione [Amici del Bollettino Storico Piacentino] tre scatole di carte varie [anch’esse depositate presso l’Archivio di Sato di Piacenza], che all’avvio del progetto di riordinamento delle lettere furono oggetto solo di una sommaria ispezione; si ritenne allora che esse non contenessero nulla di pertinente al progetto in questione e si decise quindi di rimandarne ad altro tempo l’esame particolareggiato e l’eventuale riordino (22). L’occasione adatta si è presentata ora con le celebrazioni per i cento anni del «Bollettino», cui l’Archivio di Stato ha contribuito proprio assumendosi l’onere del riordinamento di queste carte, che è stato affidato a me.

Il riordino e l’inventariazione del materiale, che hanno richiesto alcuni mesi di lavoro, sono ora conclusi. Dopo l’analisi delle tre scatole di materiale disomogeneo si può affermare che l’archivio Fermi depositato dall’Associazione Amici del Bollettino è integro e si configura come un classico archivio di persona, contenente cioè i materiali del Fermi privato (figlio, nipote e padre), del Fermi professore e insegnante, del Fermi studioso e direttore del «Bollettino Storico Piacentino».

Confluiranno nel carteggio di Stefano Fermi, oltre alla corrispondenza di studiosi nuovamente ritrovata, le lettere dei e ai famigliari, tra cui quelle della fine dell’Ottocento dirette al Fermi studente dell’Alberoni, particolarmente interessanti per ricostruire il clima del collegio alla fine del secolo XIX. Le lettere ai famigliari sono numerose, dirette in particolare al fratello Francesco – che entrò con lui al Collegio Alberoni per compiere gli studi liceali ma lo abbandonò dopo un anno – quando era militare nella prima guerra mondiale quale medico in ospedali da campo, ma anche ai genitori, fratelli e sorelle, zii, cugini, nonni. Questa corrispondenza, di carattere puramente confidenziale, probabilmente prorio perché di carattere privato non è stata considerata da Vittorio Fermi nel riordino delle lettere del padre da lui avviato. [...]

(22) Con il riordino di questo materiale (biglietti da visita, cartoline, libri, appunti, pergamene, altre lettere), di cui si riferisce in questa sede, si realizza l’auspicio, formulato dieci anni or sono sul «Bollettino Storico Piacentino» (XC, 1995, p. 156) da Gian Paolo Bulla dell’Archivio di Stato di Piacenza, della «catalogazione del poco materiale disomogeneo del fondo Fermi […], che comunque nel suo insieme presenta elementi di valore documentario»./small>

[Da: Anna Riva, Le carte di Stefano Fermi presso la Biblioteca Comunale «Passerini-Landi» e l’Archivio di Stato di Piacenza, in Stefano Fermi e il Bollettino Storico Piacentino, Atti della Giornata di studi per i cento anni della rivista, Piacenza, 29 novembre 2005, a cura di Vittorio Anelli, Piacenta, Tip.Le.Co., 2006 (Biblioteca Storica Piacentina, n.s. 20), pp. 57-67, a pp. 63-64.